Fondi, 30 giugno 2011
AGLI ORGANI DI STAMPA
La velleitaria denuncia da parte di rappresentanti dell'opposizione in merito all'affidamento del servizio di rimozione dei manifesti abusivi denota un deliberato proposito di disinformazione.
Affinché i cittadini possano comprendere nel merito i termini della questione è opportuno un dettagliato riepilogo.
Con Determinazione dirigenziale del 23 Maggio 2011 il Comune di Fondi ha previsto l'affidamento di incarico operativo della "defissione, occultamento e rimozione di materiale e manifesti relativi alla propaganda elettorale abusiva durante lo svolgimento dei Referendum Popolari del 12 e 13 Giugno 2011", considerato che la Consip - società concessionaria del Ministero dell'Economia - non aveva attivato convenzioni per la fornitura di simili servizi alle quali eventualmente poter aderire e che all'interno della struttura comunale non si dispone di personale adeguato allo scopo e per una efficace e tempestiva azione.
Tale determinazione rientra nella prassi ed è da considerarsi atto previsionale dell'Ente, anche a seguito della circolare della Prefettura di Latina avente ad oggetto l'imminente consultazione elettorale.
Il soggetto individuato, poiché rispondente alle esigenze evidenziate, ha presentato offerta di Euro 1.440,00 al netto dell'Iva, tra l'altro pari a quella presentata in occasione della tornata elettorale svoltasi nell'anno 2009. Si specifica inoltre che tali importi rientrano tra quelli rimborsati dallo Stato agli Enti locali poiché trattasi di spese inerenti competizioni elettorali a carattere nazionale.
Fin qui, pertanto, tutto quadra.
Perché allora si arriva a denunciare l'affidamento «di servizi inutili con sperpero di denaro pubblico»
Stante il fatto che per quanto non si siano riscontrate affissioni abusive sul territorio comunale è stato comunque effettuato un servizio di verifica da parte del soggetto incaricato al fine di appurarne l'eventualità, la determina prevede che la somma impegnata debba essere liquidata solo a rendicontazione dell'attività di controllo e verifica al momento della presentazione di regolare fattura e all'effettivo riscontro della prestazione concordata.
A distanza di 15 giorni dalla consultazione elettorale, non essendo pervenuta alcuna nota di rendicontazione l'importo in oggetto non è stato corrisposto.
Ecco che la polemica gonfiata ad arte si affloscia palesando tutta la pretestuosità dell'opposizione, la quale anziché essere propositiva su temi concreti preferisce ricorrere a vacue strumentalizzazioni che le si rivoltano inevitabilmente contro.