Sentita ed emozionante cerimonia ieri presso il Castello di Dachau per celebrare i 25 anni di gemellaggio con la Città di Fondi. Il borgomastro Florian Hartmann ha ricostruito i momenti più significativi di un'amicizia nata un quarto di secolo fa tra le due istituzioni e presto cresciuta fino a coinvolgere associazioni, artisti, sportivi, studenti, anziani, giovani e non solo. Dopo i discorsi, con la firma di entrambi i sindaci sul libro d'oro, è stato rinnovato in maniera ufficiale e solenne il patto di gemellaggio tra le due cittadine.
A tutti gli amministratori presenti, è stato donato un bellissimo volume fotografico narrante la storia dell'amicizia tra le due comunità. A concludere la serata il tradizionale taglio della torta con decorazioni italotedesche.
Correva l'anno 1994, con grande
entusiasmo e ottimismo stavo vivendo la mia prima esperienza in
politica come consigliere comunale quando si iniziò a parlare di
quest'amicizia che, all'epoca non potevamo saperlo, sarebbe durata a
lungo e ci avrebbe regalato esperienze uniche e grandi emozioni.
Rivivere gli ultimi 25 anni, dal patto siglato nel 1998 ad oggi, per
me vuol dire molto più che ricostruire un quarto di secolo di due
città: vuol dire ripercorrere la mia intera carriera politica, dagli
albori ai giorni odierni in cui sono sindaco; vuol dire ricordare
persone meravigliose di entrambe le comunità, alcune con cui ho
condiviso brevi tratti di cammino, altre con cui ho ancora il piacere
e l'onore di camminare fianco a fianco. Passo dopo passo, con ritmo
lento, per apprezzare appieno la magia e l'autentico valore di questo
gemellaggio che in 25 anni ha arricchito due comunità come raramente
accade. Sì perché tra Fondi e Dachau, oltre le distanze e le
differenze di lingua, usi e costumi, è stato amore a prima vista.
La cucina, i paesaggi, le danze tradizionali, le feste popolari,
la musica, la storia, la natura: anno dopo anno ogni visita è stata
l'occasione per conoscere un po' di più e un po' meglio una realtà
che sembrava lontana e che, a detta di tutti coloro che l'hanno
vissuta in prima persona, si è riscoperta vicinissima alla nostra.
Diverse latitudini ma un'unica frequenza sulla quale per tutti è
stato semplice sintonizzarsi.
E così, nel corso di 25 anni, ha
preso forma il miracolo del gemellaggio: un'affinità impalpabile che
ha saldato amicizie, istituzioni, scuole, associazioni, società
sportive, artisti, enti e persino famiglie. Una magia che porta tanti
fondani a sentirsi a casa non appena valicano il confine tedesco e
tanti tedeschi a sentire nostalgia del mare poco dopo essere tornati
a casa. Le emozioni che provo raccontando gli inizi di questa storia
non si sono affievolite, anzi, sono cresciute negli ultimi anni
quando, dopo la lunga e drammatica pandemia, sono tornato a Dachau da
sindaco per riabbracciare amici lontani che ho temuto non poter
rivedere. La ripresa dopo il lockdown è stata per tutti un nuovo
inizio che ha dato slancio e nuovo vigore al gemellaggio, arrivato a
25 anni e carico per viverne altri 25 con la stessa intensità.
L'auspicio è che sempre più giovani, anziani, artisti, sportivi,
amministratori e semplici cittadini di entrambe le comunità possano
partecipare attivamente ai frequenti scambi culturali, rafforzando
un'amicizia unica e destinata a fortificare i rapporti tra le nostre
diversamente splendide nazioni.