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Presentazione libro di Michele Rizzi "Sogno di consumare un altro paio di scarpe..." - Sabato 26 Novembre 2011

23 Novembre 2011

Fondi, 23 Novembre 2011

AGLI ORGANI DI STAMPA

 

Sabato 26 Novembre p.v. alle ore 17.00 presso la sala convegni del Castello Caetani avrà luogo la presentazione del libro di Michele Rizzi "Sogno di consumare un altro paio di scarpe... La storia di uno dei fondatori della Comunità di Capodarco".

La manifestazione - promossa dai Comuni di Fondi e Monte San Biasio e dal Sistema Bibliotecario Sud Pontino - sarà aperta dai saluti dei rappresentanti istituzionali: il Sen. Claudio Fazzone, il Sindaco di Fondi Salvatore De Meo, l'Assessore alla Cultura Lucio Biasillo, l'Assessore ai Servizi sociali Arcangelo Peppe, il Sindaco di Monte San Biagio Gesualdo Mirabella.

Interverranno in qualità di relatori il prof. Salvatore Gentile, Psicologo e Psicoterapeuta; Don Franco Monterubbianesi, Fondatore della Comunità di Capodarco; Gioida Varriale, Mediatrice familiare, Don Angelo Fanucci, Presidente della Comunità di Capodarco Umbria.

Michele Rizzi, nato a Monte San Biagio nel 1943, ha vissuto inizialmente tra Fondi e la sua città natale. A 23 anni è artefice con un piccolo gruppo di persone della fondazione della Comunità di Capodarco di Fermo, collaborando sin da subito con don Franco Monterubbianesi, diventando persona di sua fiducia. Nel corso degli anni riveste sempre più ruoli di responsabilità all'interno della Comunità, promuovendo progetti europei e organizzando la Cooperativa Agricoltura della stessa Capodarco, che ha sviluppato per circa vent'anni in maniera egregia.

«Rizzi - scrive Vincenza Bianco nella prefazione al volume - si cimenta in un racconto autobiografico per narrare l'esperienza di un disabile che ha sempre cercato nel lavoro il riscatto della sua condizione per avere un riconoscimento di pari dignità sociale. Partendo da una condizione di degradante separazione sociale, lotta con tutte le sue forze mentali per far nascere un sistema di cooperative che, partendo dalla Comunità di Capodarco, hanno dato lavoro e rispetto a disabili e normodotati. L'autore ripercorre il cammino dai primi obiettori di coscienza fino agli attuali servizi sociali, ricordando una carrellata di operatori eccellenti» .

La Comunità di Capodarco è presente in 14 città e 11 regioni italiane. Di essa fanno parte centinaia di persone tra comunitari, ragazzi impegnati nel servizio civile, operatori sociali, volontari. Recentemente la Comunità si è allargata fuori dai confini nazionali, dando vita alla Comunità Internazionale di Capodarco (CICa), un'organizzazione non governativa di solidarietà, che si propone di dare risposte ai problemi dei poveri e degli emarginati di tutti i continenti - soprattutto in Ecuador, Guatemala e Albania - con un'attenzione prevalente ai disabili.

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