Fondi, 9 maggio 2010
AGLI ORGANI DI STAMPA
Si apprende con stupore per il tramite di una inverosimile ricostruzione a mezzo stampa dei lavori della riunione dei capigruppo, avvenuta giovedì 6 maggio u.s., che la maggioranza avrebbe proposto in tale sede di abolire le commissioni consiliari.
Tali affermazioni, non supportate dalla citazione della fonte che avrebbe fornito una così inattendibile informazione, sembrano palesare un atteggiamento, peraltro maldestro, di elusione della deontologia professionale per eccitare i più bassi istinti dell'antipolitica, mettere in cattiva luce le forze di maggioranza e far apparire gli esponenti dell'opposizione come gli unici veri depositari di sensibilità democratiche e correttezza istituzionale. Se codeste rivelazioni, spacciate per vere, sono state spifferate da un esponente dell'opposizione, ciò appare tanto più grave poiché dimostra che l'incauta "gola profonda" o è in malafede o non è neppure a conoscenza della realtà delle cose.
In realtà, mai è stata formulata proposta di non istituire le commissioni consiliari. Semmai è stata avanzata dal Presidente del Consiglio Marino una mozione di riduzione del numero dei componenti delle stesse, da 15 a 9. Tale parere è stato sottoposto all'attenzione dei presenti innanzitutto con lo scopo di rendere più snella la composizione di tali organismi (le commissioni proposte sono state ben 10: una per ogni area corrispondente agli 8 assessorati; una per la trasparenza ed un'altra per la revisione dello Statuto e del regolamento comunale). Ciò consentirebbe, in aggiunta, una riduzione della spesa che allevierebbe sicuramente il bilancio comunale. Tale risparmio non ha comunque nulla a che vedere con problemi di bilancio, ma è conforme ad una oculata gestione finanziaria, così come in ambito familiare farebbe un qualsiasi pater familias.
Inoltre, alla demagogica proposta di esponenti dell'opposizione di azzerare i gettoni di presenza per non incidere sul bilancio, il Segretario comunale ha replicato specificando che il regolamento comunale prevede esplicitamente che i componenti delle commissioni debbano essere indennizzati. I regolamenti infatti, secondo le più elementari regole democratiche, non possono essere modificati in corso d'opera.
I consiglieri di maggioranza hanno partecipato ai lavori della conferenza dei capigruppo con spirito propositivo, senza tentare di imporre decisioni già prese. Quella di giovedì scorso era infatti una riunione consultiva, preliminare a scelte da assumere solo in seguito e di comune accordo. Tale affermazione non può essere fatta, invece, per le opposizioni, che ad ogni proposta hanno replicato meccanicamente in modo negativo.
La proposta di istituire commissioni snelle non è stata concepita per eludere la discussione - lo dimostra il fatto che ogni capogruppo può partecipare di diritto a tutte le commissioni - ma esclusivamente per ottimizzare il funzionamento delle commissioni stesse e garantire funzionalità ed efficienza ai lavori dei gruppi consiliari. La Presidente Marino ricorda infatti che l'articolo 30 comma 2 dello Statuto comunale recita testualmente: "Le commissioni sono composte da soli consiglieri comunali, con criteri idonei a garantire la proporzionalità e la rappresentanza di tutti i gruppi".