Il Sindaco di Fondi Salvatore De Meo, l'Assessore alla Cultura Lucio Biasillo e il Direttore del C.R.E.I.A. Mauro Antonelli sono lieti di invitare la cittadinanza allo spettacolo di musiche, danze e teatro rinascimentali dal titolo "Giulia Gonzaga, l'amor sacro e l'amor profano" rappresentato dall'Ensemble vocale e strumentale "Jucundus Cantus" coordinato dal M° Anna D'Acunto.
Lo spettacolo si terrà il 16 ottobre p.v. alle ore 19.30 nella splendida cornice del palazzo Caetani-Colonna di Fondi, antica residenza che in età rinascimentale vide rifulgere la figura della contessa Giulia Gonzaga, cantata per la sua bellezza dall'Ariosto nell' "Orlando Furioso".
L'Ensemble "Jucundus cantus", di recente formazione, si propone di diffondere e divulgare il repertorio vocale e strumentale, sacro e profano, italiano ed estero del '500 e del '600, periodi in cui il mondo delle corti era votato alle arti.
La formazione è costituita dai docenti del conservatorio Paola Ghigo (clavicembalo) e Orlando D'Achille (direzione del gruppo e flauti antichi); dai musicisti Tommaso Capuano (percussioni), e Anna Maria Gentile (viola da gamba); dai cantanti Federica Carducci e Maria Cristina D'Abrosca (soprani), Anna D'Acunto (contralto), Marco Paganelli (contraltista), Michele Fascino (tenore), Eugenio Di Lieto (basso), Giorgio Carducci (controtenore sopranile).
L'Ensemble si caratterizza per lo studio accurato della particolare prassi esecutiva e per l'attenzione con cui viene analizzato il trinomio musica - testi poetici - attività coreutica, quest'ultima affidata al gruppo di danza l' "Etade Harmonica", diretta dall'ins. Fabiana Monaci.
La formazione, che per riallacciarsi alla spettacolarità delle feste di corte si esibisce in costumi d'epoca, propone la rievocazione di banchetti conviviali con l'utilizzo delle musiche dell'epoca attenendosi alle cronache dei festini e dei conviti riportati da manuali e trattati.
I testi teatrali che saranno rappresentati sono frutto di uno studio di ricerca affidato al consulente storico-letterario dell'Ensemble, prof. Antonio Di Fazio (noto scrittore, autore fra l'altro del saggio "Giulia Gonzaga e il movimento di riforma religiosa"), rielaborati da Claudio Gallo e dal M° Anna D'Acunto; essi concernono liriche e monologhi recitati dal giullare di corte, l'attore Janos Agresti, e dall'attrice Antonella Simeone, ed una sintetica quanto raffinata rielaborazione dello storico dialogo di dottrina cristiana instauratosi agli inizi del 1536 fra il riformatore spagnolo Juan de Valdés e la Contessa Giulia Gonzaga, nello scenario del convento napoletano di S. Francesco delle monache, dove la signora di Fondi e Traetto si ritirò a meditare sulle straordinarie vicende della sua vita e a cercare le strade della fede.
La pièce teatrale si intitola "Dalla disperazione alla fede. Dialogo tra Giulia e Juan". L'attrice che darà volto e voce a Giulia Gonzaga sarà Fatima Scialdone, la regia teatrale è affidata al regista Janos Agresti e la direzione artistica è del M° Anna D'Acunto.
Lo spettacolo è realizzato grazie al contributo della Regione Lazio e l'ingresso è gratuito.
Al termine dello spettacolo è previsto un buffet rinascimentale organizzato dall'Ensemble vocale in collaborazione con l'archeologa Angela Carcaiso della "Crysos s.r.l.", società archeologica esperta nella realizzazione di eventi gastronomici d'ispirazione storica, ed il Ristorante "Al Boschetto" di Fondi. In un'ambientazione d'epoca con servitori in abiti cinquecenteschi verranno degustati i piatti proposti dai maggiori cuochi del '500.
La quota di partecipazione al buffet è di € 20,00 previa prenotazione (fino ad un massimo di 100 persone) al n. 0771/507240 (dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle 12.00).
«Mi scuso se per motivi di lavoro non sono presente alla Conferenza Stampa. Ho piacere, però, di parteciparvi dando qualche piccolo apporto con queste poche righe.
Da dieci anni, ormai, sono attiva oltre i confini nazionali - grazie al Ministero degli Affari Esteri - con le mie produzioni teatrali che mi vedono impegnata, come attrice e autrice di testi che rappresento in tutto il mondo, in qualità di "Ambasciatrice della cultura italiana nel mondo". Nel 2003 sono anche stata insignita di un riconoscimento dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi nell'ambito della Settimana della cultura italiana. Pertanto come tutti gli emigranti sento spesso la nostalgia di ritornare...
Sono originaria di Gaeta, e non ho mai allentato i contatti con la mia terra d'origine, tornando spessissimo, ma non come attrice, eventualità più rara.
Tutte le notizie riguardo la mia carriera e i miei progetti si possono leggere nel mio sito www.fatimascialdone.com
Questo Agosto però mi arriva una telefonata - ero appena tornata da Istanbul, dove avevo visitato il Castello del Sultano Solimano il Grande... - nel corso della quale Anna D'Acunto mi parla di Giulia Gonzaga. Una forte emozione non mi permette di interromperla, alla fine le manifesto tutto il mio entusiasmo a partecipare al progetto nei panni di Giulia Gonzaga.
Strana la vita: mio nonno Salvatore Scialdone è stato l'unico a scrivere un intero libretto d'Opera lirica su Giulia Gonzaga, ed io proprio qualche anno addietro ricevetti a Fondi il premio "Giulia Gonzaga"... adesso posso dire di essere davvero pronta!
Giulia è un personaggio di cui conosco tanto, compresa la sua rocambolesca fuga dai turchi, che la volevano portare come "dono" a Solimano il Grande dopo i saccheggi fatti a Sperlonga, Itri, Fondi, etc...
Sarà una partecipazione da attrice molto importante e impegnativa, ma ricca di innumerevoli sfaccettature. Il personaggio è stato uno dei più celebrati da tutti i più importanti poeti, da letterati,... ma quello che più mi stimola è far sentire l'Anima della Donna, quella che al momento della confessione rivede tutta la sua vita... e sceglie... o meglio è costretta dal destino a scegliere l'unica via che le è rimasta... la Religione!
La sua condanna come eretica è una delle ultime esperienze della sua vita, che la travolge. Ma Giulia Gonzaga è, secondo me, Donna di Passione, forte... ma come tutte le grandi Donne forti avrà senz'altro celato un dolore profondo, sintomo di una debolezza femminile fatta, nel suo caso, di solitudine, di maternità negata, espressa in fasti, feste, ricchezze... ma niente di tutto questo, secondo me, ha potuto colmare il suo destino di Donna Sola!
Il progetto mi ha affascinato, l'Ensemble "Jucundus Cantus" mi ha convinta, e trovo quindi che non ci sia occasione più bella di questa per tornare nella mia terra».
Fatima Scialdone