La seduta del Consiglio comunale
del 10 marzo 2023 è stata aperta con l'annuncio del presidente Giulio
Mastrobattista che ha illustrato ai membri della Pubblica Assise e al pubblico
da casa le nuove modalità di trasmissione in streaming, automatizzate e
con possibilità di seguire i lavori in diretta sia sulla pagina Facebook che
sul canale YouTube del Comune di Fondi.
Dopo l'approvazione dei verbali della seduta precedente, e il ricordo, su suggerimento del cittadino Daniele Mosconi, a distanza di ben tre anni, dell'istituzione della zona rossa e delle vittime del Covid-19, il presidente Mastrobattista ha annunciato all'assemblea l'assegnazione di una nuova delega alle Politiche Giovanili, conferita dalsindaco Beniamino Maschietto alla consigliera Jessica di Trocchio.
I lavori sono entrati nel vivo
con il secondo punto all'ordine del giorno, ossia l'accordo di programma tra i
Comuni del territorio per “l’attuazione delle misure del Piano Nazionale di
Ripresa e Resilienza (PNRR) – indirizzo”, illustrato dal vice sindaco Vincenzo
Carnevale.
Lo stesso ha spiegato come
l'accordo non preveda costi, ma soltanto l'attivazione di una cabina di regia,
su proposta del Comune di Formia, per il coordinamento delle attività in essere
in sei Municipi del comprensorio (Formia, Fondi, Santi Cosma e Damiano,
Castelforte, Spigno Saturnia e San Felice Circeo). L'accordo prevede inoltre
l'affidamento di progettualità che riguardino più Comuni del comprensorio a
società terze esperte in materia di Pnrr.
Il punto è stato approvato con 16 voti favorevoli e 5 astensioni (Luigi Parisella, Luigi Vocella, Franco Cardinale, Stefano Enea Guido Marcucci e Francesco Ciccone). Assente Tiziana Lippa.
La presidente della commissione
Bilancio Elisa Carnevale ha quindi illustrato il terzo punto all'ordine del
giorno relativo ad un trasferimento regionale, ulteriore rispetto a quanto
precedentemente erogato in favore del Comune di Fondi, di ulteriori 14.070, 81
euro, da liquidare alle famiglie che hanno richiesto, mediante apposito avviso pubblico, i contributi per i libri di testo.
Il punto è stato approvato con 19 voti favorevoli e 2 astensioni (Luigi Parisella e Salvatore Venditti).
Il Consiglio comunale è
proseguito con la discussione sull'adesione del Comune di Sabaudia, su
richiesta del primo cittadino Alberto Mosca con nota del 23 gennaio 2023, alla
Centrale Unica di committenza (CUC) di cui fanno già parte Fondi (Ente
capofila), Monte San Biagio e Santi Cosma e Damiano.
La presidente della commissione Bilancio Elisa Carnevale ha spiegato come i Comuni interessati, in conferenza dei sindaci, abbiano tutti espresso parere favorevole. I Consigli comunali sono quindi stati chiamati ad esprimersi sull'ingresso nella CUC del Comune di Sabaudia e sul nuovo schema di convenzione. Il vice sindaco Vincenzo Carnevale ha sottolineato come la Centrale Unica di Committenza, coordinata dal dottor Fausto Fallovo, abbia svolto un lavoro particolarmente proficuo e produttivo assieme all'intero settore di competenza. Il presidente Giulio Mastrobattista ha successivamente colto occasione per dare il benvenuto alla neonominata dirigente Erminia Ferrara, entrata in aula al momento della discussione sulla CUC.
Il punto è stato approvato con 15 voti favorevoli e 6 astenuti (Salvatore Venditti, Stefano Enea Guido Marcucci, Luigi Vocella, Luigi Parisella, Francesco Ciccone, Franco Cardinale).
Con il quinto punto all'ordine
del giorno, esposto dalla presidente della commissione Servizi Sociali Daniela
De Bonis, l'assemblea è stata chiamata ad esprimersi sul regolamento “Assegnazione
alloggi emergenza abitativa”.
«Procedere con una specifica
regolamentazione – ha spiegato la relatrice – consentirà anche agli uffici di
lavorare con uno strumento guida prezioso e importante per fare fronte alla
crescente richiesta di alloggi in questo periodo di forte crisi economica e
sociale che stanno determinando una forte emergenza abitativa». La stessa ha
poi elencato i requisiti, tra i quali avere un ISEE inferiore a 8mila euro, non
avere diritti di proprietà, disporre di una certificazione che attesti il
proprio stato di indigenza economica, rientrare nello status di rifugiato,
nonché la vasta casistica di situazioni emergenziali normata dal regolamento
che va da situazioni emergenziali accertate con ordinanza, alla perdita dell'abitazione
a causa di pubbliche calamità, da guerre e conflitti a situazioni di rischio e
pericolo per i membri del nucleo familiare. Come ricordato dalla presidente De
Bonis, i moduli per fare domanda saranno disponibili in portineria oltre che
sul sito del Comune di Fondi e una commissione tecnica valuterà, volta per
volta, regolamento alla mano, le richieste che perverranno all'Ente.
La relatrice ha inoltre ricordato come attualmente i beni immobili disponibili siano tre, uno di pregressa proprietà del Comune e due confiscati alla malavita organizzata, il cui numero senz'altro crescerà negli anni a venire.
Ha successivamente preso la
parola l'assessore ai Servizi Sociali Sonia Notarberardino che ha colto
occasione, dato l'argomento, per replicare alle gravi accuse rivolte al suo
settore di competenza, sulla stampa e sul web, da parte del gruppo FdI.
La stessa, dopo aver snocciolato
una serie di numeri sul numero di alloggi assegnati e sulla quantità di persone
aiutate nel corso dell'ultimo anno, ha ribadito come argomenti come il furto di
un computer o i disordini avvenuti al pronto soccorso, non abbiano nulla a che
fare con l'impegno di un settore che “lavora anche di domenica per fare fronte
alla crescente mole di emergenze dovute alla crisi economica”.
Sul tema sono intervenuti i consiglieri Francesco Ciccone, che ha proposto l'utilizzo anche di eventuali altri immobili comunali attualmente inutilizzati o parzialmente inutilizzati e Luigi Parisella che ha chiesto di emendare il testo del regolamento in particolar modo per quanto riguarda i requisiti alla luce del fatto che alcune delle strutture a disposizione hanno barriere architettoniche. A queste osservazioni ha risposto la presidente De Bonis che ha spiegato come non tutte le richieste riguardino persone con difficoltà di deambulazione e come alcuni immobili siano effettivamente idonei ad accogliere anche a persone disabilità. Al termine della discussione è stato messo ai voti uno solo dei due emendamenti proposti dal capogruppo di Riscossa Fondana (il primo è stato ritirato dal proponente) ma, con soli 6 voti favorevoli e 17 contrari, alla fine la proposta di modifica del regolamento non è stata recepita nel testo definitivo. Il punto è stato approvato con 21 voti favorevoli e 2 astenuti (Franco Cardinale e Luigi Parisella).
I lavori sono proseguiti con la
mozione, proposta dal consigliere Salvatore Venditti, sull'istituzione di una
Consulta comunale dello Sport volta a migliorare la gestione degli impianti,
coadiuvare i rapporti con le scuole e, in generale, definire in maniera
condivisa e collettiva le politiche sportive favorendo l'integrazione e
l'inclusione.
Con voti 6 voti favorevoli (oltre
al proponente Stefano Enea Guido Marcucci, Luigi Vocella, Luigi Parisella,
Franco Cardinale, Francesco Ciccone) e 16 contrari, la proposta è stata
respinta.
È stata invece approvata all'unanimità la successiva “mozione contro ogni forma di violenza perpetrataai danni delle donne in Iran e Afghanistan”, proposta e illustrata dal consigliere Francesco Ciccone.
La terza mozione, presentata nuovamente dal consigliere Francesco Ciccone, ha riguardato la richiesta di revoca in autotutela degli atti amministrativi finalizzati alla realizzazione di un impianto di cremazione. Lo stesso, nell'esporre il testo sottoposto all'Assemblea consiliare, ha ricordato come l'argomento fosse stato già trattato, in occasione della riperimetrazione dell'area in cui costruire l'impianto, dallo stesso Consiglio chiamato in quel momento ad esprimersi sulla mozione, come, a suo avviso, la cittadinanza non fosse a conoscenza dei dettagli progetto e come, a seguito di una significativa sentenza del Consiglio di Stato che ha equiparato i crematori a industrie insalubri di prima classe, fosse necessario un ripensamento sull’opera. Ciccone ha inoltre evidenziato come, senza l’approvazione del punto all’ordine del giorno del 2021, sul quale la minoranza si è espressa negativamente, il progetto sarebbe stato bloccato ma anche alcuni aspetti emersi durante le commissioni Trasparenza relativi a numero di cremazioni, immissioni nell’ambiente e ubicazione. Lo stesso è quindi passato alla lettura del testo della mozione che ha racchiuso tutte le motivazioni successivamente argomentate dai vari membri di minoranza.
L'illustrazione del punto ha
originato una discussione durata circa tre ore. Al termine dell'appello
nominale e delle votazioni, la mozione è stata respinta con 5 voti favorevoli, 15 contrari e un astenuto (Onorato Di Manno). Assenti Tiziana Lippa (Fondi Terra Nostra), Mariano Di Vito
(Forza Italia), Fabio Iannone (DC). Uscito dall'aula al momento delle votazioni e quindi assente anche Luigi Parisella.
La sintesi dei 14 interventi che si sono succeduti:
Il consigliere Franco Cardinale
ha dato lettura di una nota della consigliera del gruppo Fondi Terra Nostra
Tiziana Lippa, assente in aula, che ha sottolineato i potenziali rischi per la
salute derivanti dalle emissioni in atmosfera dell'impianto, la mancanza di un
Piano di coordinamento per la realizzazione di crematori nel Lazio,
l'inesistenza di un parere di compatibilità ambientale, la possibilità di
equiparare un forno crematorio ad un inceneritore, le dimensioni abnormi, ma anche e soprattutto l'ubicazione dello
stesso, ossia nei pressi di abitazioni, attività agricole, aree protette e luoghi sensibili,
proponendo, in conclusione della nota, un referendum popolare.
Il consigliere Cardinale, al termine della lettura, ha aggiunto, esternando alcune sue riflessioni personali, come un potenziale danno erariale fosse meno grave di un danno sull'ambiente o sulla salute dei cittadini e ha sottolineato come l'impianto, ad ogni modo, non risolverebbe il problema della carenza di loculi.
Il consigliere Salvatore Venditti ha evidenziato come altre Regioni, per esempio il Veneto, il Piemonte e la Lombardia, si siano dotate di un Piano tale da impedire la costruzione di impianti di cremazione a meno di 500 metri dai luoghi sensibili e come la mancanza di un simile documento nel Lazio potrebbe incoraggiare una corsa delle società alla realizzazione indiscriminata e selvaggia di impianti pericolosi. Lo stesso ha ricordato le vicende del Comune di Gaeta dove Provincia e Tar si sono espressi negativamente e di come, anche i pareri degli enti sovracomunali, non contengano spesso verità assolute. Lo stesso ha accusato il sindaco di Fondi Beniamino Maschietto e il dirigente del settore Lavori Pubblici Giorgio Maggi di non conoscere a fondo i numeri del progetto, di non aver saputo effettuare una programmazione e, in generale, di aver gestito l'emergenza cimiteriale con superficialità. Lo stesso ha concluso dicendo di essere favorevole per ideologia alla cremazione ma non a ridosso di scuole frequentate da nipoti o familiari, abitazioni od ospedali cittadini.
Il consigliere Giulio Cesare di
Manno ha evidenziato come non sia compito di una Pubblica Assise, dove siedono
politici e non ingegneri ambientali o esperti del settore, esprimere
valutazioni su presunti impatti ambientali o sostanze immesse nell'ambiente. Lo
stesso ha ribadito come esistano Enti con tali competenze il cui ruolo è
proprio quello di valutare dati progettuali e immissioni nell'ambiente,
esprimere pareri e interdire impianti in caso di rischi per la salute o per il
territorio. Di Manno ha ricordato come tutti i consiglieri, prima
dell'approvazione del progetto nel 2019, abbiano potuto leggere una corposa
documentazione, studiare l'argomento, esprimere dubbi e perplessità e proporre
eventuali modifiche o suggerimenti.
Nel 2019, tuttavia, come ricostruito dallo stesso, l'utilità e la sicurezza dell'impianto era apparsa tale da portare un Consiglio tutt'altro che distratto, ma sempre molto attento anche alle minuzie, a votare il punto all'unanimità, con il pieno accordo di maggioranza e opposizione.
Il consigliere Stefano Enea Guido
Marcucci ha ricordato di essere stato tra i primi, a inizio del nuovo mandato,
a interessarsi dell'impianto di cremazione facendo un accesso agli atti,
presentando un'interpellanza e sollevando dubbi su incongruenze a suo avviso
sottovalutate da lungo tempo.
Lo stesso ha evidenziato soprattutto problemi di ubicazione di una struttura fortemente impattante in un luogo densamente popolato, poca chiarezza sui numeri e sulle emissioni atmosferiche oltre alla mancata risoluzione dell'emergenza loculi.
La consigliera Daniela De Bonis
ha esordito ricordando come negli ultimi anni la questione dell'impianto di
cremazione fosse stata trattata in ogni sede possibile: commissioni, conferenze
stampa, comunicati istituzionali, articoli di giornale, Consigli comunali,
dibattiti politici e finanche programmi elettorali. La stessa ha ribadito come
l'accusa di scarso coinvolgimento e trasparenza rivolta alla maggioranza sia finalizzata
a fare leva sulle emozioni o sulle paure di chi non conosce a fondo la vicenda.
La capogruppo del partito IoSi ha
inoltre evidenziato come non sia accettabile la posizione di chi è favorevole
alla cremazione “purché avvenga in un altro Comune” dove risiedono e vivono
persone sconosciute. L'impianto può avere ragione di essere, a Fondi come in
qualsiasi altra città d'Italia, se e solo se, pareri ambientali e dati
scientifici dovessero essere tutti concordi sul fatto che esso non rappresenti
un pericolo per la salute pubblica. L'autorità che dovrà esprimersi su questi
aspetti è l'AUA e, in caso di parere favorevole, l'amministrazione non
esiterebbe a richiedere controlli e verifiche più frequenti e stringenti
rispetto a quanto previsto dalla normativa, come del resto hanno fatto anche
altri sindaci d'Italia.
La stessa ha evidenziato come il
crematorio, la cui genesi e progettazione, ancor prima di arrivare alle
interlocuzioni del 2005 e all'approvazione definitiva del 2019, risale
addirittura al 1996, non risolva ma senz'altro attenui il problema della
carenza dei loculi e, soprattutto, come la richiesta di cremazioni negli ultimi
anni stia crescendo in maniera rilevante.
Altre tre precisazioni hanno
riguardato la sentenza del Consiglio di Stato, da leggere integralmente e non
in una sola sua parte, in quanto riprende un parere di un sindaco che ha
ritenuto di equiparare l'impianto ad altre industrie insalubri di prima classe,
categoria nella quale rientrano, in un
elenco di 28 voci, anche allevamenti di bestiame, maneggi o salumifici con
attività di macellazione (D.M. del 1994). Lo stesso Tar, in una sentenza del
2013, entra nel merito e non considera i crematori industrie insalubri. Esempi
utilizzati dalla capogruppo De Bonis per spiegare come un'attività di
macellazione non debba necessariamente essere considerata pericolosa in termini
di l'inquinamento ma, al pari dell'impianto di cremazione, avrà dei limiti di
legge e dei requisiti da rispettare. La terza precisazione ha riguardato
l'impianto di cremazione di Gaeta, bloccato dal Tar in quanto previsto in
un'area non cimiteriale come invece disposto dalla normativa e non per le
motivazioni riportate dalla minoranza.
La stessa ha rilevato infine come la minoranza, dando numeri sbagliati, stia cavalcando l'onda del dissenso popolare e che, allo stato attuale dell'iter, senza un parere sovracomunale avverso all'impianto, fare marcia indietro vorrebbe dire un maxi risarcimento alla ditta e un danno erariale milionario.
La disamina del consigliere Luigi
Parisella è invece partita dall'ubicazione dell'impianto in quanto, secondo la
normativa letta dallo stesso durante la Pubblica Assise, i crematori devono
essere realizzati entro le mura cimiteriali, fattispecie che non si sta verificando
nel caso di Fondi. Lo stesso ha rilevato un grande vuoto legislativo nazionale
che, attualmente, fa riferimento alla tecnologia meno inquinante immessa sul
mercato nonché la pericolosità di realizzare un simile impianto in un quadro di
completa incertezza normativa.
Il capogruppo Parisella ha inoltre evidenziato come a preoccupare sia anche e soprattutto una questione di numeri dato che, dai dati del progetto, con due forni a pieno regime, l'impianto potrebbe effettuare 24 cremazioni al giorno per un totale diverse migliaia di cremazioni annue. Lo stesso, nel condividere le altre motivazioni esposte dai colleghi di minoranza, ha infine equiparato i possibili rischi di una simile attività operante a pieno regime ad un centro storico invaso dal traffico e avvelenato dallo smog.
Il consigliere Vincenzo Mattei ha
esordito il suo intervento rileggendo alcuni passi della documentazione, a suo
avviso volutamente omessi da chi contesta la struttura, in particolare nei
punti in cui si evidenzia la totale assenza di rischi di natura geomorfologica
e idraulica dell'impianto. In merito ai dati sulle immissioni di “vapori”
nell'ambiente, i dati letti dai colleghi di minoranza sono quelli stabiliti
dalla normativa europea, non quelli che effettivamente produrrà l'impianto
realizzato. Tale dato, così come il numero consentito di cremazioni annue, non
è noto, in quanto saranno i pareri ambientali e i controlli sulla qualità
dell'aria a stabilirlo. Se sono stati indicati dall'impresa è soltanto perché
la stessa ha dovuto dimostrare all'Ente la compatibilità economica
dell'impianto. Essere in grado di cremare, per esempio, 2000 salme, non vuol
dire che poi, in concreto, l'impianto raggiungerà tali numeri o che gli sarà
consentito farlo.
Lo stesso ha evidenziato come
siano fuorvianti, e intenzionalmente terrificanti, allo scopo di seminare
panico e paura, le immagini diffuse tramite i social di un grande palazzo,
avvolto da fumi tossici con un bambino sofferente in primo piano.
Basti pensare che, leggendo i medesimi
atti a disposizione di tutti i consiglieri, si evidenzia come le polveri
captate dal filtro depolveratore non vengano neppure considerate pericolose e
che quindi possano essere smaltite in discariche ordinarie e come non saranno
presenti scarichi di processo ma solo di tipo civile su suolo e sottosuolo.
Mattei ha inoltre ricostruito
l'iter che ha portato nel 2019 all'approvazione del progetto con il voto
unanime di tutti i consiglieri comunali: un processo partito oltre 15 anni fa.
Tali documenti, al contrario di quanto contestato dalla minoranza, sottendono
una lungimiranza da parte delle amministrazioni che si sono succedute il cui
intento è stato proprio quello di prevenire il fenomeno della carenza di
loculi, che interessa ormai praticamente tutti i comuni italiani.
Lo stesso, chiedendo di non fare allarmismi, ha ribadito di essere il primo, assieme a tutta la maggioranza, a voler restare doppiamente vigile, facendo verifiche oggettive e seguendo, passo dopo, passo ogni possibile parere che il soggetto privato dovrà reperire. Pareri senza i quali, va da sé, come ribadito dal 2019 a oggi, la procedura si fermerà.
Il vice sindaco Vincenzo
Carnevale ha esordito dicendo che lui stesso risiede nei pressi del cimitero e
che, come padre di famiglia ancor prima che come amministratore, si è posto
tutte le dovute domande e ha analizzato la corposa documentazione relativa
all'impianto.
Lo stesso ha definitivo i numeri relativi alle immissioni in atmosfera e alla capacità massima di cremazioni, dati per certi dai consiglieri di minoranza, come cifre del tutto slegate dalla realtà e non suffragate da rilievi concreti. Sarà infatti l'ente che rilascia le autorizzazioni ambientali a stabilire il numero massimo di cremazioni in rapporto a quanto ogni singola cremazione incida effettivamente sulla qualità dell'aria e sull'ambiente. Un impatto che, vale la pena ricordare, sussiste per centinaia di altre attività private operanti sul territorio sulle quali nessuno si pone domande. Secondo lo stesso, quello perpetrato dai contestatori dell'opera, è sostanzialmente un processo alle intenzioni orchestrato al fine di generare una reazione emotiva negativa che sta coinvolgendo tutti, cittadini, amministratori e membri del Consiglio. Carnevale ha concluso il suo intervento assicurando il suo massimo impegno per supervisionare l'impatto ambientale dell'impianto e ribadendo come, anche sindaci, assessori o dirigenti del futuro, non abbasseranno certo la guardia perché questo è quanto viene richiesto a chi amministra una città.
Il primo cittadino ci ha tenuto
subito a chiarire come la sua amministrazione non avvallerà mai un progetto che
possa essere anche minimamente lesivo dal punto di vista ambientale o
salutistico. La tutela del territorio o la sicurezza dei cittadini non è mai
stata messa in discussione e non verrà mai realizzata una struttura che in
qualche modo possa andare ad alterare l'equilibrio della zona interessata.
Il sindaco ha poi ribadito come
il progetto sia ancora in attesa delle necessarie autorizzazioni sovracomunali,
in particolare del parere dell'AUA e del Tar, ribadendo come esistano
moltissimi altri organi deputati al controllo come l'Arpa, la Asl e la stessa
Regione. Il tutto non dimenticando che, in caso di dubbi o rischi, un sindaco,
proprio come avvenuto a Civitavecchia, può anche chiedere ulteriori e più
stringenti controlli per fornire maggiori garanzie per la salute pubblica e un
più completo e corposo quantitativo di dati da valutare. Lo stesso ha ribadito
che se il primo cittadino o il dirigente non sanno quali saranno effettivamente
le immissioni in atmosfera o il quantitativo esatto di salme da cremare non è
per indifferenza o superficialità ma perché nessuno, fino alla pronuncia
dell'AUA, lo può sapere con certezza. Il sindaco ha concluso il suo intervento
prendendo le distanze e condannando fermamente coloro che hanno disonorato il
gemellaggio con la vicina città di Dachau facendo battute inaccettabili sui
forni crematori. Un atteggiamento, che a detta dello stesso, sottende una
mancanza di sensibilità e cultura inaccettabile.
Un ultimo riferimento ha riguardato i social sui quali, secondo il primo cittadino, tutti possono permettersi di dire qualunque cosa senza doversi mai prendere la briga di dimostrarla concorrendo, in definitiva, a generare sentimenti di allarmismo, paura e preoccupazione molto spesso immotivati.
Al termine degli interventi, i
consiglieri Francesco Ciccone, Luigi Vocella, Luigi Parisella, Daniela De Bonis
e Vincenzo Mattei hanno ribadito ognuno la posizione del proprio partito nelle
dichiarazioni di voto.
È possibile rivedere l'intero dibattito, durato circa 3 ore, sul canale YouTube del Comune di Fondi e sulla pagina Facebook del Comune di Fondi dal minuto 2:30:00 al minuto 5:30:00.