Fondi, 15 Luglio 2012
AGLI ORGANI DI STAMPA
 
Il Presidente del Consiglio comunale Maria Luigia Marino replica al comunicato stampa del Consigliere Bruno Fiore del 13 Luglio u.s.: «Non è abitudine di questa Amministrazione rispondere a provocazioni lanciate al solo fine dello scontro politico o di un uso strumentale dei fatti. Ma la dichiarazione del Consigliere Bruno Fiore in qualche modo offende l'onestà intellettuale di chi ha ritenuto opportuno, dopo un confronto aperto e democratico con tutti i Capigruppo, non trattare l'argomento in Consiglio comunale così come proposto, per una serie di considerazioni. Si ha veramente grande stima e alta considerazione del lavoro della Magistratura, a cui va il sincero apprezzamento per il lavoro quotidiano svolto, sicuro e solido baluardo contro ogni illegalità e criminalità, per non accettare che la vantata solidarietà di Bruno Fiore si trasformasse in un alibi di dubbio profilo per avallare, a soli fini strumentali, tutto ciò che nella sua proposta di Ordine del Giorno era in premessa. La nostra legislazione, la nostra Costituzione, il nostro Diritto hanno raggiunto un così elevato grado di garantismo che non è sembrato opportuno dare una tanto rumorosa mediaticità a una polemica di origine politica attraverso un organo Istituzionale come il Consiglio comunale. Forse il già citato Consigliere non ricorda che nella riunione dei Capigruppo non solo si era espressa solidarietà unanime alla Magistratura - circostanza che questa Amministrazione e il Consiglio comunale hanno sempre non solo espresso, ma anche dimostrato, in più occasioni - ma si è votato per la non ammissibilità del documento per la tendenziosa ambiguità delle argomentazioni contenute nel medesimo Egli forse non ricorda che si sarebbe accettata la manifestazione unanime di solidarietà alla Magistratura svincolandola da una polemica squisitamente politica L'Amministrazione non opera "a corrente alternata" ma secondo una ben precisa linea di condotta, atta a tutelare ogni forma di legalità, di cui altri amano sbandierare il vessillo, e non certo a favorire la strumentalizzazione politica a fini di propaganda di partito».