Anche il Comune di Fondi aderisce
alla campagna “Diamo Luce alla solidarietà” promossa dal quotidiano Avvenire,
tra i primi organi di stampa a denunciare l’emergenza umanitaria tra
Bielorussia e Polonia. In quella zona, ai confini d’Europa, molti abitanti
stanno infatti lasciando una luce verde alla finestra per indicare ai migranti,
soli, affamati e al gelo, che in quelle abitazioni potranno trovare un rifugio
sicuro per la notte, un pasto caldo e una persona amica. Tra le persone
intrappolate tra Bielorussia e Polonia, assieme alle rispettive famiglie, anche
tanti bambini, spesso allontanati dal confine europeo con azioni violente come
l’utilizzo di cannoni ad acqua, granate stordenti e gas lacrimogeni.
Con una delibera approvata dalla
giunta ieri pomeriggio, il Comune di Fondi, su proposta dell’Associazione Culturale
Vittorio Bachelet – Arcidiocesi di Gaeta, ha quindi deciso di sposare l’iniziativa
di sensibilizzazione #lanterneverdi e di illuminare il Castello di Fondi di
verde.
La campagna si propone di
richiamare l’attenzione della cittadinanza e di destare le coscienze di chi, geograficamente
lontano, non è a conoscenza dell’emergenza umanitaria che si sta consumando tra
l’indifferenza e l’immobilismo di molti. L’intento è quello di avviare un domino
di accensioni, che travalicando muri e indifferenza, sia in grado di
attraversare trasversalmente l’Europa, con particolare incidenza nei luoghi e
nei contesti simbolo della cultura dell’accoglienza e della solidarietà.
«Restiamo umani – è l’appello del
sindaco di Fondi Beniamino Maschietto e dell’assessore ai Servizi Sociali Sonia
Notarberardino – in questo momento di grande crisi e difficoltà al livello internazionale,
c’è bisogno di far emergere tutta la nostra sensibilità, di aiutare chi soffre,
di essere accoglienti e di lottare per i diritti umani e, in particolar modo,
dei bambini che rappresentano il futuro del nostro pianeta». Questo il motivo
per cui da venerdì 4 a venerdì 11 febbraio, per una settimana, il simbolo della
città sarà illuminato di verde.